Via Sacchi, la storia dietro il nome

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I nomi delle piazze, dei parchi e delle strade, di quei luoghi che quotidianamente fanno parte delle nostra vita, possono rivelarci mondi nascosti e sorprendenti.

Via Sacchi è tra questi e porta il nome dell’eroe torinese Paolo Filippo Sacchi.

Il furiore d’onore Paolo Sacchi. Litografia dei F.lli Doyen da un dipinto di Carlo Silvestri, 1852. © Archivio Storico della Città di Torino. Reinterpretazione grafica.

Nato a Voghera nel 1807, la sua storia personale si intreccia saldamente con la storia di Torino e in particolare con l’attuale Borgo Dora e la Regia Fabbrica delle Polveri e Raffineria dei Nitri.

Ricollocata sulle sponde della Dora da Emanuele Filiberto, ritenendolo un accomodamento migliore che non vederne i tetti dalle finestre di Palazzo Reale.

La storia, purtroppo, seppe dargli ragione quando, alle 11:45 del 26 aprile 1852, un incendio divampò all’improvviso all’interno della zona nord del polverificio. La tremenda esplosione lasciò attonita la città, il tempo si fermò e nello sbigottimento generale, una densa nube oscurò il cielo. Le fiamme raggiunsero rapidamente anche il magazzino centrale con le sue 40 tonnellate di polvere ancora da collaudare e perciò conservata in barili privi di coperchio.

Il Sacchi, che all’epoca era sergente dell’esercito nell’arma dell’artiglieria, incurante del pericolo entrò nel magazzino intenzionato a mettere al sicuro quella polvere e, gettando coperte bagnate sui barili,  evitare così una catastrofe. Ad aiutarlo giunsero sul posto artiglieri, carabinieri, guardie municipali e molti cittadini che abitavano nelle case vicine.

Ecco cosa riportò il Giornale Militare nell’ordine del giorno il 16 maggio 1852:

Soldati!

Lo scoppio avvenuto il 26 aprile ora scorso della Polveriera di Torino, rovinando gran parte dello Stabilimento, cagionò la morte di 23 Artiglieri, oltre ad altri parecchi rimasti gravemente feriti. Ma il numero delle vittime di quel funesto caso sarebbe stato assai più grande, senza l’ardimento di coloro che accorsero a scongiurare i maggiori pericoli che sovrastavano. Fra questi il Furiere d’Artiglieria Paolo Filippo Sacchi, entrato intrepidamente subito dopo lo scoppio nel Magazzino principale, ne tolse le materie accese che stavano per comunicare il fuoco alle polveri. […] La condotta delle Truppe in questa occorrenza, fa fede che il grand’animo di Pietro Micca non è venuto meno tra i Soldati Piemontesi.

Paolo Sacchi, litografia dei F.lli Doyen. © Archivio Storico della Città di Torino

Il Re accordò numerose ricompense ai militari che avevano “fatto prova di maggiore energia e devozione alla salvezza pubblica”, segnalandone i nomi all’Esercito. Il consiglio comunale di Torino gli conferì inoltre la cittadinanza onoraria, una pensione annua di 1200 lire e gli dedicò, in vita, una via.

Bibliografia

L. Fezia, Il giro di Torino in 501 luoghi. La città come non l’avete mai vista, Roma, Newton Compton, 2014.

P. Menietti, E. Menietti,  Il Risorgimento nelle vie di Torino. Itinerari, personaggi, notizie, Torino, Il punto Piemonte in bancarella, 2010.

R. Rossotti, La grande guida delle strade di Torino. Storia, aneddoti, arte , segreti e curiosità di un’antica capitale attraverso grandi vie, affascinanti stradine e storiche piazze, Roma, Newton Compton, 2003.

D. Schembri Volpe, 101 perché sulla storia di Torino che non puoi non sapere, Roma, Newton Compton, 2018.

Sconosciuto, Giornale militare ossia Raccolta uffiziale delle leggi, regolamenti e disposizioni relativi al servizio e all’amministrazione militare di terra e di mare, Torino, Dall’Officina Tip. e Litografica di Giuseppe Fodratti, 1852.


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